Sono Rio Valentina, classe ’96.

La mia passione per l’arte, che mi appartiene fin dai miei primi anni di vita, ha fatto in modo che mi dedicassi nel corso del tempo a tutto quel mondo fatto di colori, di creatività, di estetica, di fantasia.

Così presi la decisione di frequentare il liceo artistico Paolo Toschi di Parma per conseguire il titolo di Grafico, per poi dedicarmi successivamente all’istituto IED di Milano laureandomi il 17 Luglio 2018 in Fashion Stylist & Communication con la valutazione di 110/110 con Lode, realizzando così il mio primo traguardo: unire l’arte e la grafica con la moda.

E’ proprio quando ti dicono che non c’è futuro che devi iniziare a costruire le basi per creartelo. E’ quello il momento giusto per provare a concretizzare i tuoi sogni. Così decisi di dare forma, in un mondo rapito dalla tecnologia e dalle macchine, al mio brand, caratterizzato dall’handmade, da quel “fatto a mano” che nel corso degli anni è andato sempre più smarrendosi.

Nei prodotti proposti, realizzati esclusivamente in Italia, prevalgono quelle linee dipinte o cucite a vista, che rimandano alle scie degli aerei lasciate nel Cielo, fonte d’ispirazione per la realizzazione del logo VR, o più semplicemente un dettaglio, un colore, un elemento che possa sempre darti l’impressione di aver lo sguardo rivolto verso quella maestosa volta emisferica situata sopra di noi.

Il Cielo è stato fondamentale anche per determinare l’unicità di ogni prodotto, poichè proprio come il Cielo varia attimo dopo attimo, così anche i capi proposti non saranno mai uguali. Essendo pezzi unici, sarà però possibile ordinare, direttamente dal sito, lo stesso modello di ogni prodotto proposto, ma con tessuti, colori, taglie e materiali differenti.

Voglio trasmettere al cliente che indosserà un mio pezzo, la stessa sensazione che provo io quando osservo il Cielo: quel senso di libertà, spensieratezza, eterna giovinezza e quel tocco di felicità che solamente i colori riescono a trasferire. Indossando un capo VR è come se tutti tornassimo un po’ bambini, non a caso il Cielo è uno dei primi soggetti che un bambino raffigura nei propri disegni. Il Cielo e l’infanzia per me sono strettamente legati.

Mi definisco una persona disorganizzata, dell’ultimo minuto.

Una persona che fino al termine della giornata non ha mai impostato alcun piano per il giorno seguente. Se sto percorrendo una strada dritta, senza ostacoli, ma vi incontro un qualcosa che mi colpisce, che mi attrae, mi fermo e la osservo.

Mi fermo e cerco di coglierne l’essenza, di andare oltre a quello che inizialmente posso vedere con i miei stessi occhi. Mi fermo e, semplicemente, immagino. E’ così che faccio con il Cielo. E’ così che quando sono intenta nel percorrere una strada e, per sbaglio, alzo gli occhi verso l’alto, mi ritrovo catapultata in un altro mondo.

La mia testa si immerge tra quelle nuvole che creano forme strepitose.
A volte surreali, immaginarie e altre volte così tanto realistiche da raffigurare in modo quasi impeccabile quell’oggetto che tu conosci perfettamente, che ti sembra di averlo fisicamente lì, proprio sopra la tua testa.

Per questo amo fotografare il Cielo, con le sue sfumature, con i suoi colori, con le sue molteplici sfaccettature. Mi trasmette quel senso di libertà che da sempre mi caratterizza e quella possibilità di sognare ad occhi aperti.

E’ proprio in lui che mi rifugio nelle mie giornate “no”, è proprio con lui che mi perdo in discorsi quando ho bisogno di essere solo ascoltata e non contraddetta. E’ proprio lui che mi incanto ad osservare quando ho bisogno di distrarmi o di pensare.